Un programma in Vastomare
I tre capipartito che si sono messi in posa per l’ormai celebre foto ricordo di Vasto, Pier Luigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, secondo i sondaggi sarebbero in grado di assicurare alla loro coalizione la maggioranza parlamentare, se si votasse oggi col meccanismo elettorale in vigore. E’ ragionevole chiedersi che cosa farebbe un governo costituito da loro, ma è quasi impossibile rispondere perché agli appelli di Bersani che chiedeva di stabilire per prima cosa una piattaforma programmatica, i suoi colleghi di cordata hanno risposto sempre con un rifiuto.
19 AGO 20

I tre capipartito che si sono messi in posa per l’ormai celebre foto ricordo di Vasto, Pier Luigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, secondo i sondaggi sarebbero in grado di assicurare alla loro coalizione la maggioranza parlamentare, se si votasse oggi col meccanismo elettorale in vigore. E’ ragionevole chiedersi che cosa farebbe un governo costituito da loro, ma è quasi impossibile rispondere perché agli appelli di Bersani che chiedeva di stabilire per prima cosa una piattaforma programmatica, i suoi colleghi di cordata hanno risposto sempre con un rifiuto. Quindi non si può sapere, per esempio, se sarà realizzata la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, contestata dai no-Tav appoggiati da Vendola e difesi da Di Pietro. Non è chiara neppure che linea di politica internazionale sarà adottata, mentre sembra chiaro che le esigenze sottolineate da Sergio Marchionne per dare un futuro alla produzione automobilistica in Italia non saranno accolte. La presenza determinante della fazione giustizialista impedirà la restaurazione dell’equilibrio istituzionale tra poteri politici e ordinamento giudiziario, quella dell’ala antagonista punterà a sviluppare la conflittualità sociale, e il Partito democratico si troverà in baìa di queste spinte, com’è già accaduto nelle precedenti legislature in cui i suoi esponenti sono stati al governo.
Soprattutto fanno impressione le indicazioni che vengono dal trio di Vasto sulle misure da adottare per affrontare la crisi finanziaria internazionale. Di Pietro crede alla virtù miracolosa delle manette, soprattutto se strette ai polsi dei suoi avversari, Vendola intona liriche sulla crisi mondiale del capitalismo, mentre Bersani si limita a fare la caccia all’errore sulle misure adottate dal governo, ma di suo non va oltre le solite giaculatorie sull’evasione fiscale. Sulle liberalizzazioni si sa già come andrà a finire: basta vedere come il Pd si è accodato al referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici pubblici, indetto dai suoi due soci e che non aveva sostenuto. Naturalmente se un’accolita così variegata e contraddittoria arriverà a governare l’Italia, la responsabilità sarà anche, se non soprattutto, dei moderati che pur essendo maggioritari non sembrano in grado di realizzare un accordo sufficiente a batterla. Il che la dice lunga sulla scarsa lungimiranza della politica italiana.
Soprattutto fanno impressione le indicazioni che vengono dal trio di Vasto sulle misure da adottare per affrontare la crisi finanziaria internazionale. Di Pietro crede alla virtù miracolosa delle manette, soprattutto se strette ai polsi dei suoi avversari, Vendola intona liriche sulla crisi mondiale del capitalismo, mentre Bersani si limita a fare la caccia all’errore sulle misure adottate dal governo, ma di suo non va oltre le solite giaculatorie sull’evasione fiscale. Sulle liberalizzazioni si sa già come andrà a finire: basta vedere come il Pd si è accodato al referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici pubblici, indetto dai suoi due soci e che non aveva sostenuto. Naturalmente se un’accolita così variegata e contraddittoria arriverà a governare l’Italia, la responsabilità sarà anche, se non soprattutto, dei moderati che pur essendo maggioritari non sembrano in grado di realizzare un accordo sufficiente a batterla. Il che la dice lunga sulla scarsa lungimiranza della politica italiana.